Damian McCarthy
Una
volta c’erano i movie brats, quelli che hanno rivoluzionato
il cinema americano. Venivano dalle facoltà di cinema
all’università, dove si erano formati sul grande cinema, da Hawks
ai B-movies; avevano riflettuto sull’arte della
sceneggiatura; e volevano portare il loro amore del cinema dietro la
macchina da presa. Magari mandavano in rovina la casa di produzione,
ma facevano buoni film.
Oggi
i giovani registi si formano sul web, che è una buona scuola per
alcuni tratti, ma non insegna la cosa più importante: la costruzione
narrativa. È qua che casca Hokum di Damian McCarthy – ed è
la mancanza di tanti nuovi horror (per dire, si vede anche nel
fortunato Obsession, che senza essere un capolavoro è dieci
volte migliore di Hokum). Il film di McCarthy, regista e
sceneggiatore, è una congerie carente di ordine, di ritmo, di
distribuzione del materiale narrativo. C’è una proliferazione
incerta di idee e personaggi, anche con figure ridondanti, come Jerry
(certo, risponde a un’esigenza dello sviluppo, quella di introdurre
il protagonista nell’albergo chiuso; ma per esempio si poteva
risolvere fondendo la sua figura con quella di Alby). Strano che
McCarthy dichiari di essere un ammiratore di John Carpenter, perché
gli manca proprio la pulizia classicheggiante di Carpenter.
L’autore,
poi, commette l’errore di creare un protagonista assolutamente
odioso. Il suo Bauman è tormentato, d’accordo (sai che novità) ma
questo non implica l’essere uno str...uzzo. Anche un villain,
quand’è protagonista, per quanto malvagio deve avere un tratto che
lo connetta con noi. Pensate a Riccardo III con la sua “didattica
del crimine”. Si aggiunge a questo l’interpretazione umbratile di
Adam Scott.
Hokum è un film di ambienti, e in questo funziona. Ci sono, nel mucchio,
alcune buone idee, sempre sul piano visuale: bellissimo in
particolare il cadavere di Fiona, con quelle grandi orecchie pelose
del costume di Halloween. Insomma il materiale c’è; ma lo
svolgimento è sbilanciato. Così il film si regge – in mancanza di
uno sviluppo armonioso – sui jump scares.

Nessun commento:
Posta un commento