martedì 8 gennaio 2008

Quando sei nato non puoi più nasconderti

Marco Tullio Giordana

Il film precedente di Marco Tullio Giordana, “La meglio gioventù”, era un tv movie (o, definizione televisiva più corretta, una miniserie) che si però si situava al livello di opera cinematografica. All’inverso il suo nuovo film, “Quando sei nato non puoi più nasconderti”, è un’opera cinematografica che però si situa al livello di tv movie. Parlando di livello televisivo, non penso all’esempio alto dei telefilm americani (che attualmente vivono un momento di grande sviluppo narrativo e linguistico) bensì alla modesta fiction tv italiana.
Come il bambino protagonista quand’è caduto in mare, il diseguale film di Giordana oscilla sopra e sotto il pelo dell’acqua: ora nuota, ora annega. Non è colpa di Giordana regista, che ha occhio, e lo dimostra: il film funziona ogni volta che si tiene lontano dal dramma borghese a fondo didattico. Il carattere televisivo sta nella sceneggiatura, firmata con Giordana da Stefano Rulli e Sandro Petraglia. Ne “La meglio gioventù” - la loro opera migliore in assoluto - questi due sceneggiatori elaboravano personaggi e ambienti conosciuti e amati (era una sorta di autobiografia generazionale) con effetto di concreta realtà; in “Quando sei nato...” ricadono nel loro frequente difetto della rigidezza pedagogica (non aliena da tocchi di pesante simbolismo: cfr. l’auto sportiva de “Il portaborse”).
Lo illustra il pessimo inizio del film. Dopo il poeticismo allegorico dell’immigrato fuori di testa che si toglie i vestiti (da Giordana a Ozpetek, nel cinema italiano d’oggi, l’afflizione si esprime spogliandosi; la coscienza infelice si confonde con i California Dream Men), ci tocca la caratterizzazione ridicola di quella madre che sembra Paperina (mentre nel resto del film appare completamente diversa); di quel padre che è il “giovin cumenda” bresciano da manuale (il bravo Alessio Boni compie autentici miracoli per dargli sostanza); del suo amico Popi che è uno stereotipo ancora peggiore.
Poi durante una crociera il ragazzino, Sandro, cade di notte fuori bordo, e viene salvato in extremis da un barcone di clandestini. Ed ecco che il film trova la sua svolta. E’ ben resa prima l’angoscia in acqua, con allucinazioni, poi la permanenza sul barcone, i volti, i dettagli, i microavvenimenti (qualche difetto minore resta: perché usare sulla barca una musica extradiegetica, che entra con pesantezza, quando la situazione consentiva musica diegetica, cioè prodotta in campo?). Parimenti sono buone le sequenze al centro di accoglienza. In questa parte “Quando sei nato...” è diretto, sobrio, sentito. Allontanandosi dagli stereotipi del dramma borghese, Giordana funziona.
Ma ci ricade col ritorno al Nord. Lo sviluppo con i clandestini romeni Alina e Radu come catalizzatore della crisi è inferiore alla parte precedente; né il film riesce a scavare davvero nella trasformazione di Sandro (l’interessante notazione del suo cambiamento nelle gare in piscina è lasciata cadere). Dopo il furto in casa e la fuga dei due, Sandro ritrova Alina a Milano nei panni (inevitabile come la morte e le tasse!) di prostituta-bambina. E qui, altra giravolta di un film altalenante, Giordana regala alla conclusione aperta una bellissima fredda immagine metropolitana.
In verità, al di là dei suoi difetti più evidenti, “Quando sei nato...” perde la scommessa anche sul piano della psicologia del protagonista. Ha l’ambizione di raccontare la sua realtà drammatica “ad occhio di bambino”, ma la figura di Sandro (una corretta interpretazione del debuttante Matteo Gadola) risulta in realtà più umbratile di quanto non sembri a prima vista e, specie nella seconda parte, alquanto sfumata e meccanica. E’ più intensa e inquietante Ester Hazan (Alina) - anche se la comparazione è ingiusta, poiché nel suo caso il film sceglie consapevolmente di non penetrare oltre il suo viso-maschera. Certo non si può pretendere che Giordana sia François Truffaut o Joseph Losey (o Gianni Amelio o magari, più sotto, René Clément); ma i risultati sono quelli che sono.

(Il Nuovo FVG)

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