Doug Lyman
In realtà “Mr. & Mrs. Smith” di Doug Liman non è destinato a richiamare alla memoria degli spettatori il film di Hitchcock del 1941 (in Italia uscì come “Il signore e la signora Smith”), di cui è il remake solo nel titolo (non era un thriller ma una commedia matrimoniale, con aperti sottintesi sessuali). Il vero riferimento è a un altro film, l’ottimo “True Lies” di James Cameron (1994), in cui Jamie Lee Curtis era da anni moglie annoiata dell’“agente di commercio” Arnold Schwarzenegger ignorando che la sua vera attività fosse quella di agente segreto.
Al presente “Mr. & Mrs. Smith” basta raddoppiare specularmente la situazione: sia Brad Pitt che Angelina Jolie svolgono la professione di killers - per conto di due imprecisate agenzie spionistiche americane - l’una all’insaputa dell’altro, e sono i due campioni del ramo, entrambi convinti che il partner sia il perfetto coniuge borghese, entrambi preoccupati di mantenere la copertura. Quanto tempo perduto! Non per nulla una delle battute centrate del film - quando la verità viene scoperta - è “Dovremo rifare tutte le conversazioni che abbiamo fatto”. “Mr. & Mrs. Smith” dà una risposta sarcastica alla domanda: quanto conosciamo della persona con cui condividiamo la vita?”
E la risposta è: zero. Si dà il caso che il rapporto fra i due stia attraversando la crisi del settimo anno (il film inizia con la coppia davanti al consulente matrimoniale) quando d’un tratto i coniugi Smith si trovano di fronte in una missione e si riconoscono; peggio ancora, lo vengono a sapere i loro rispettivi capi (egualmente all’oscuro dell’inganno); così sia l’uno che l’altra ricevono l’ordine di eliminare il coniuge, pena la morte. I due sono ben decisi a farlo, poiché ora ciascuno è convinto che l’altro lo abbia sposato solo come copertura. Poi com’è ovvio l’amore trionfa (del resto, riflettendoci, a uno dovrebbe andare benissimo di essere sposato con Angelina Jolie fosse anche solo come copertura) e tutto finisce - tramite una buona dose di “car chasing” e di esplosioni - a tarallucci e vino.
Ho scritto sopra che il film dà una risposta sarcastica all’interrogativo sul matrimonio. Bisogna aggiungere che la “vis comica” di questo sarcasmo resta nella situazione oggettiva, nell’idea, nella fabula più che nella realizzazione. “Mr. & Mrs. Smith” assomiglia a un aereo costosamente costruito, accuratamente equipaggiato, che però non riesce a volare (un po’ come quello di Howard Hughes in “The Aviator”). Come commedia è piuttosto fiappa, come film d’azione non dà particolari emozioni.
Tutto quello che c’è di buono nel film è relativo alla divertita confusione tra litigio coniugale fra marito e moglie e scontro mortale fra killers. L’amore e il desiderio di omicidio si muovono pure loro in un’immagine di ambiguità - c’è uno scontro fisico per ammazzarsi a botte che sembra un torrido incontro sessuale, di quelli (da ricchi) che distruggono la casa. E questo doppio valore visuale esplode nel finale, in cui il romanticismo dello sparare ai nemici stando abbracciati uno contro l’altro crea un’immagine che si desidererebbe aver visto in un film migliore.
Dunque non si può dire che la sceneggiatura trascuri le notevoli potenzialità dell’argomento, ma non riesce a renderle veramente scintillanti. Si diceva di James Cameron: ebbene, “Mr. & Mrs. Smith” resta sempre molto al di sotto tanto dello humour quanto della tensione avventurosa di “True Lies”.
Circa le interpretazioni, Brad Pitt in questo film assomiglia a un attore come il vostro recensore assomiglia ad Angelina Jolie. In compenso, Angelina Jolie non è soltanto “gorgeous” (la scena in cui ammazza un nemico vestita da Domina sadomaso e poi fugge calandosi dal grattacielo è fra le più piacevoli del film) ma anche attrice convincente e spiritosa. Purtroppo, l’elemento erotico presente nel racconto è mantenuto sotto lo stretto controllo ormai istituzionale nel cinema americano d’oggi - e questo sì che è un vero assassinio per il film.
(Il Nuovo FVG)
lunedì 7 gennaio 2008
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