domenica 15 maggio 2016

The Priests

Jang Jae-hyun

Quello degli esorcisti è un sottogenere del film horror (il cui vertice naturalmente si deve a William Friedkin) che contiene due aspetti di particolare fascino. Il primo è l'aspetto esoterico del rituale; il secondo è che ci consente di assistere alla comunicazione col demonio. Non un mostro qualunque o uno svagato vampiro, ma l'essere antichissimo ch'è considerato all'origine del male! Realtà o superstizione che si consideri, questo nero fascino non fa stupire che i demoni sottoposti ad esorcismo siano assai loquaci – non solo nei film e nei romanzi ma anche nei resoconti storici. A Loudun nel 1634, per esempio, parlarono moltissimo (ovviamente è solo una coincidenza che le loro dichiarazioni servissero perfettamente agli interessi politici degli inquisitori).
Due preti cattolici coreani devono praticare un esorcismo su una ragazza posseduta in The Priests dell'esordiente Jang Jae-hyun, un horror logico e deciso (e non privo di qualche bel tocco di umorismo collaterale), che entrerà nella lista dei film migliori del sottogenere. Lo è per la vivace descrizione del rituale – anche se a rigore, da un punto di vista cattolico come quello postulato dal racconto, esso è indubbiamente discutibile; però le sue bizzarrie aggiungono un elemento di interesse.
Lo è per i discorsi del demone attraverso la ragazza posseduta, dove la sceneggiatura dello stesso regista è così brillante che quasi vien voglia di considerarli migliori di quelli de L'esorcista (film superiore a questo, non occorre dirlo). Il diavolo di The Priests non solo spara insulti ma enuncia tutto il suo disprezzo per l'homo sapiens (“Voi siete solo scimmie”) e la sua “fissa” dei numeri esatti gli apporta un soddisfacente elemento di alienità. Questa indemoniata ghignante (l'ottima Park So-dam) resterà nella nostra memoria più di tanti suoi omologhi cinematografici.
Le innovazioni del film rispetto al rituale romano si inseriscono comunque in un quadro realistico (da notare le parti di dialogo in italiano), con una descrizione vivace della Chiesa, delle sue politiche (l'esorcismo è autorizzato di malavoglia su ordine di Roma, ma ufficialmente la chiesa non ne sa niente) e delle sue dinamiche interne: il prete che deve praticarlo è disprezzato dalle gerarchie e al diacono suo assistente è chiesto di spiarlo in segreto. Le buone interpretazioni (l'esorcista e il dicono sono rispettivamente Kim Yung-seok e Kang Wong-don) danno forza al film. 
 

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